CAYENNA

"UN TOCCASANA"


Effetti sull’apparato digerente

Prof. Francesco Maria Paone Gastroenterologo

Il suo nome scientifico è Capsicum, appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è originario delle Americhe, ma attualmente la sua coltivazione è ormai diffusa in ogni parte del mondo; come molti altri alimenti salutari, il peperoncino era cono-

sciuto fin dall’antichità. Uno dei principali componenti del peperoncino rosso è la capsaicina, un principio attivo da cui dipendono parecchie proprietà benefiche attribuite al peperoncino; la capsaicina, che si concentra nei frutti e nei semi del

frutto. Le altre sostanze presenti sono la capsicina, la capsantina, diversi sali e oligoalimenti naturali lecitina (contenuta in modo particolare nei semi), olio essenziale e flavonoidi. Importante ricordare la presenza nel peperoncino rosso della vitamina C, che, tra le sue altre funzioni, ha un ruolo importante nella difesa dalle infezioni. L’uso regolare di peperoncino rosso, grazie alle sue proprietà antiossidanti, sembra inibire lo sviluppo di manifestazioni cancerose a livello di stomaco.

Naturalmente il tutto deve ancora essere confermato da ulteriori studi e verifiche sull’uomo per poter affermare con certezza quanto sopra. Una dose di 100 g di peperoncino fresco sia rosso che verde, fornisce circa 143,7 mcg di vitamina C cor-

rispondente in altre parole a ben il 240% della RDA. La presenza di quest’alta quantità permette di beneficiare di tutte le potenzialità della vitamina e quindi di usufruire dell’azione antiossidante.

La vitamina è per altro nota per l’aiuto offerto nella sintesi di collagene nel corpo. Oltre questa troviamo anche un buon contenuto di vitamina A, vitamine del complesso B, flavonoidi, betacarotene, alfa-carotene e luteina, che sono tutte

sostanze con proprietà antiossidanti grazie alle quali si riesce a proteggere il corpo dagli effetti dannosi dei radicali liberi. Una delle caratteristiche meno note del peperoncino è l’alta concentrazione di Vitamina C presente nel frutto oltre alle vitamine e ai minerali; vitamina A che contribuisce a risolvere i problemi legati all’apparato visivo;

Vitamina E elisir di lunga vita alla luce del grande potere antiossidante;

Vitamina P che dona tono alla circolazione sanguigna ed elasticizza i capillari;

Vitamina K noto antiemorragico;

Minerali: Calcio, Ferro, Fosforo, Potassio e Sodio.

Il peperoncino si è dimostrato utile, oltre che nella cura di malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e monchite, anche nel favorire la digestione aumentando la secrezione di saliva e succhi gastrici. In ultimo il peperoncino, stimolando la peristalsi intestinale, favorisce il transito e l’evacuazione, il più rapido passaggio intestinale e, in sinergia col potere antibatterico ed antimicotico, evita la fermentazione e la formazione di gas intestinali e di tossine, particolarmente le tossine della Candida Albicans. Sembra inoltre essere efficace per prevenire la crescita di un batterio, l’Helicobacter pylori, responsabile di problemi gastrointestinali quali gastrite e ulcera. Le controindicazioni del peperoncino sono valide per coloro che soffrono di alcune patologie in particolare: ulcera, gastroenterite, cistite, epatite.

I bambini sotto i 12 anni dovrebbero limitarne il consumo, visto che il loro apparato digerente è piuttosto delicato. Per evitare disturbi, dovrebbero limitarsi anche le donne in gravidanza o nel periodo dell’allattamento. Se somministrata per via

orale, la capsaicina sollecita una secrezione maggiore di enzimi digestivi favorendo appunto il processo digestivo. Nell’intestino il peperoncino svolge un’azione antiputrefattiva e antifermentativa. impedisce che le tossine passino nel sangue.

È un’azione preventiva particolarmente utile in un tipo di alimentazione come quella moderna con cibi raffinati, senza scorie e una lunga permanenza del cibo nell’intestino.

Un po’ di peperoncino nel piatto serve ad assicurarsi una buona digestione.

La spezia stimola le prostaglandine, le sostanze che aumentano la secrezione dei succhi gastrici. Nelle regioni del Meridione è diffuso un infuso digestivo: a una tazza di camomilla calda si aggiungono un cucchiaio di miele e un pizzico di peperoncino. In Calabria, nella Riviera dei cedri, si prepara un ottimo digestivo di cedro e peperoncino. Si ottiene mettendo in infusione nell’alcool corteccia di cedro e polvere di peperoncino piccante. Si chiama Zafarà. Se siamo attenti alla linea, ricordiamo che il peperoncino può darci una mano a mantenerci in forma. Prima di tutto, si può

aggiunge ai piatti, per dargli sapore e limitare, senza soffrire, l’aggiunta di condimenti. In più, il peperoncino ha un effetto antifermentativo, utilissimo per ridurre il gonfiore addominale e quindi a contrastare la pancia gonfia.

La caipsaicina non è solubile in acqua, perciò è perfettamente inutile

berne 3 litri per alleviare il bruciore. Come già detto, è meglio mangiare pane, che rimuove la capsaicina dai recettori per azione fisica. La buona solubilità in alcool della diabolica sostanza può suggerire come rimedio una birra ghiacciata, ma

la birra non è abbastanza alcolica, e sconsiglierei, a metà pasto, un bicchierone di limoncello ghiacciato.

La capsaicina si scioglie ancora meglio nei grassi, per cui potete attenuare la piccantezza dei vostri spaghetti con una robusta grattugiata di parmigiano o di grana. In più la caseina agisce da “spazzino”, avvolgendo la capsaicina e rimovendola dai recettori. Inoltre, se ancora ce ne fosse bisogno, cosa c’è di meglio a fine pasto di una generosa porzione di gelato alla panna per placare l’azione urticante di un’aglio, olio e peperoncino sfuggito al controllo del cuoco?

Nonostante l’avvaloramento scientifico dell’azione di molte sostanze contenute nel peperoncino, occorre tuttavia sottolineare che molte di queste proprietà attendono tuttora un riscontro scientifico e si basano al momento su esperienze empiriche e statistiche non universalmente riconosciute. Non bisogna nemmeno dimenticare che il consumo eccessivo del peperoncino può avere delle controindicazioni per certe categorie di persone: il suo abuso può provocare irritazioni e infiammazioni alla mucosa intestinale e allo stomaco e persino lesioni permanenti ai reni.

Inoltre il peperoncino, anche in dosi limitate, può essere sconsigliato per persone che soffrono di acidità di stomaco, ulcera e gastroenteriti. Sebbene non esistano avvertenze e precauzioni precise nei confronti del peperoncino, è bene ricordare che alcuni soggetti dovrebbero astenersi dal suo consumo oppure limitarlo fortemente. Ecco quindi una guida che spiega come consumare correttamente il peperoncino: controindicazioni e rischi per la salute sono limitati, ma ci sono e vanno conosciuti.

Nonostante i luoghi comuni affermino il contrario il peperoncino non è causa, in sé, di dolori o bruciori allo stomaco, ma le persone che soffrono di:

ulcera

acidità di stomaco

gastroenterite

epatite

dovrebbero astenersi dal loro utilizzo frequente.

In caso di consumo eccessivo, infatti, il peperoncino può dare infiammazioni anche serie a stomaco ed intestino. Sulle patologie emorroidarie ci sono scuole di pensiero fondate sulla medicina basata sull’evidenza che sostengono che, per il suo contenuto di vitamina K che favorisce la coagulazione, insistere nell’uso del peperoncino

porta dopo 7-10 giorni ad un miglioramento locale di detta patologia.

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